LA TENUTA
Oggi, nonostante il passaggio della Tenuta Mocajo a nuove proprietà, il blasone della famiglia Boutourlin continua a essere un elemento distintivo del luogo, testimone di una storia ricca di fascino e trasformazioni.
Lo stemma, visibile nel logo della tenuta, nei dettagli decorativi della villa padronale e nelle vetrate della chiesetta neogotica, rappresenta un legame con il passato e con la figura del Conte russo Dmitrij Petrovič Buturlin, che nel XIX secolo lasciò un segno indelebile su queste terre.
Lo stemma è inquartato: nel primo e quarto quadrante, su sfondo dorato, si staglia un’aquila nera ad ali spiegate, coronata d’oro e emergente dalla partizione; nel secondo, su fondo d’ermellino, campeggia una corona chiusa d’oro, cerchiata del campo e foderata di rosso; nel terzo, su sfondo azzurro, compare un braccio destro armato che impugna in sbarra una scimitarra d’argento con guarnizioni dorate; infine, al centro, uno scudo rosso ospita un’aquila d’oro ad ali abbassate.
Dmitrij Petrovič Buturlin, membro di questa illustre famiglia e appassionato bibliofilo, gestì la miniera di rame di Montecatini Val di Cecina tra il 1873 e il 1879. Amante della natura e della vita agreste, trascorreva lunghi periodi nella fattoria di Mocajo.
Durante la sua amministrazione, introdusse innovazioni cruciali: ridusse l’orario di lavoro dei minatori, installò un ufficio telegrafico, promosse la realizzazione di una nuova arteria stradale che collegava il Mocajo alla zona circostante e favorì la costruzione della chiesa, consacrata dal 14 settembre 1878.
La sua scomparsa, a soli 51 anni, rappresentò una grave perdita per la comunità, privandola di un uomo che aveva contribuito in modo significativo alla modernizzazione della miniera e del territorio. Ancora oggi, la Tenuta Mocajo conserva con orgoglio questo simbolo araldico, mantenendo viva la memoria di un’epoca in cui la lungimiranza e l’impegno di un uomo resero queste terre un centro di progresso e innovazione.